Lauren Kate è cresciuta a Dallas, è andata a scuola ad Atlanta e ha cominciato a scrivere a New York. Vive a Los Angeles con il marito e i due figli. Ed è la firma della saga di successo Fallen che da poco è stato portata anche sul grande schermo con il film omonimo.

 


Il trailer del film “Fallen”

La Kate era uno degli ospiti internazionali tanto attesi a Tempo di Libri, la prima edizione della Fiera del Libro di Milano. Abbiamo avuto, grazie a Rizzoli, la possibilità di intervistarla.

C’è un personaggio della saga di Follen cui sei particolarmente legata o che ti rispecchia in modo particolare?

Non mo vedo mai nei personaggi ma sicuramente alcune mie parti inconsce ci sono. E’ più semplice per i miei amici, per chi mi sta accanto vedere questi tratti di me. Per quanto riguarda il rapporto con i miei personaggi Lucinda è stata una prova dura per me, frustrante, scriverla, perché non era come l’avevo immaginata all’inizio della storia. All’inizio era molto distaccata e distante da lei, poi con il tempo ci siamo avvicinate e alla fine sono stata anche molto orgogliosa di lei.

Quando hai capito che volevi veramente scrivere?

Io ho sempre scritto e ancora prima che fossi in grado di scrivere creavo delle storie. Però arrivo da una famiglia ed un ambiente in cui l’aspetto artistico non viene considerato, anzi mi è stato sempre detto di crescere e trovarmi un lavoro serio invece di scrivere. Quando sono stata all’università ho frequentato una classe di scrittura e il docente era anche un romanziere e durante la prima lezione ci ha fatto vedere il suo libro. Per me è stata una rivelazione. Ho capito  di essere in contatto con una persona che scriveva e che mi poteva capire. In quel momento mi si è acceso dentro qualcosa, ho realizzato che volevo solo scrivere.

Oltre ad essere una scrittrice sei anche una lettrice?

Mi piace moltissimo leggere. Mia mamma era un’insegnate quindi ho passato gran parte della mia infanzia in biblioteca. Uno dei libri che sto leggendo è “La morte a Venezia” di Thomas Mann, sto facendo una ricerca per il mio prossimo lavoro. Spesso leggo cinque o sei libri contemporaneamente – su carta e tablet o smartphone indifferentemente. Uno degli ultimi titoli che ho letto è stato lo young adult “The Hate U Give” di Angie Thomas che tratta della valorizzazione delle vite nere.

Partecipi ad un Bookclub?

Sì, nel corso degli anni ho partecipato a moltissimi bookclub. Ora ne ho trovato uno in cui sto benissimo che è composto da soli lettori – solo io sono l’eccezione che sono lettrice e scrittrice. Tutti sono molto attivi: si parla delle storie, dei personaggi e ci divertiamo. Mentre in quelli dove partecipano gli scrittori si vivisezionano troppo le storie e i dettagli.

Dove trai ispirazione per le tue storie?

Le mie storie possono partire da molte parti. La Bibbia a la Mitologia mi ispirano molto. Di solito, comunque, quando trovo qualcosa di romantico e notevole allora mi fermo perché mi incuriosisce.

Come è stato partecipare sul set del film Fallen?  

E’ stato lungo e tortuoso ma sono alla fine contenta della realizzazione del film e dell’approvazione dei fan della saga. Sono felice perché ora altre persone che non conoscevano la storia potranno scoprirla sul grande schermo. Ho avuto anche un buon rapporto con il regista e con tutto il cast.

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