L’uomo di casa: intervista a Romano De Marco

Creato da federica il 08/02/2017

Un passato di sangue è venuto a bussare alla tua porta.

Tu non sai spiegarti perché .

Ma qualcuno lo sa. 

E quel qualcuno è molto più vicino a te di quanto pensi. 

L’uomo di casa- Edizioni Piemme

 

La vita perfetta di Sandra Morrison è andata in pezzi il giorno in cui Alan, suo marito, è stato ritrovato morto in uno squallido parcheggio. Era seduto nella sua auto, con la gola tagliata e i pantaloni calati. La polizia non ha dubbi: un banale caso di omicidio a scopo di rapina, probabilmente un incontro finito male con una prostituta. Per Sandra, è come essere precipitata in un incubo: ora è rimasta sola nella bella casa di Bobbyber Drive, a occuparsi della figlia adolescente ferita e arrabbiata e a rimettere insieme i pezzi di un puzzle senza senso. Chi era l’uomo con cui ha condiviso vent’anni? Un irreprensibile uomo di casa, marito e padre amorevole, stimato professionista? Oppure un ipocrita dalla doppia vita? E la situazione peggiora quando Sandra scopre che, all’insaputa di tutti, Alan stava indagando da tempo su un caso di cronaca nera rimasto irrisolto trent’anni prima: il rapimento e l’uccisione di sei bambini a Richmond, Virginia, per mano di una donna che nessuno è mai riuscito a identificare. Ma perché Alan era tanto ossessionato dall’enigma della Lilith di Richmond? Cosa lo legava a quella vecchia storia di orrore e morte? E perché aveva tenuto segreto quel morboso interesse? Nella sua angosciosa ricerca della verità, Sandra scoprirà che non solo suo marito, ma tutte le persone che la circondano hanno qualcosa da nascondere. E, soprattutto, che il filo di sangue che unisce l’omicidio del presente a quelli del passato non si è ancora spezzato. E la prossima vittima potrebbe essere proprio lei.

Abbiamo incontrato lo scrittore Romano De Marco a Milano, il giorno prima della presentazione del suo romanzo ai lettori, e ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa in più sul nuovo thriller.

 

 

 

E’ un thriller classico ma è il primo romanzo che scrivo in questo modo” attacca lo scrittore “precedentemente li avevo tutti ambientati in Italia. Ho voluto cambiare scenario, ambientazione e concentrarmi di più sulla storia che ha come sfondo l’America, luogo che conosco bene perché ho una sorella che ambita lì e spesso la vado a trovare. Ho descritto un’America ricca, snob, casa bellissime, una vita idilliaca e all’apparenza perfetta. Ho raccontato un incubo in un posto da favola.” La trama è suddivisa in due storie interne che poi si intrecciano: “Non descrivo il crimine in nessuna delle due storie, quello che mi interessavano erano le conseguenze dell’atto. La prima storia è del passato, trentacinque anni indietro in Virginia, in cui vengono rapiti in un anno sei bambini e vengono poi ritrovati in un giardino. la presunta colpevole, una donna dall’identità misteriosa, scompare. Un cold case, il caso irrisolto del secolo. La seconda storia è contemporanea ai giorni nostri e vede come protagonista Sandra e la sua famiglia. Il marito viene assassinato in circostanze misteriose, trovato in parcheggio squallido. Le certezze di Sandra nei confronti del marito cadono con questo atto. Più passa il tempo Sandra scoprirà che ci sono tanti misteri sotto. Ad un certo punto le due storie si congiungeranno. Il perché lo lascio scoprire al lettore.”  Il tema del non sapere chi ti sta accanto è molto in linea con i nostri tempi dove la nostra identità è anche sui social “Il tema della paura dell’ignoto e del nostro quotidiano è il nucleo centrale del mio romanzo. Ma non volevo legarlo ai social, tanti l’hanno fatto ma non era mia intenzione. I social più che condividere aiutano a nascondere, a creare identità nascoste. Sandra le cose le scopre sul campo, muovendosi e facendo. La sofferenza della protagonista è la paura di non scoprire la verità rispetto a chi le stava accanto“. De Marco è uno scrittore che legge moltissimo: “Per scrivere bisogna leggere moltissimo. Solo leggendo si migliora e si lascia molto di più ai lettori. E imparare cosa leggere, che non è banale.” L’idea del romanzo è nata dalla voglia di fare qualcosa di nuovo: “Vado spesso in America, tutti gli anni. E girando i luoghi mi sono detto perché non ambientare una storia qui? Una situazione idilliaca, una coppia benestante e tutto si rompe improvvisamente. All’inizio non avevo pensato al passato, quindi c’era solo la storia nel presente, l’ho aggiunto in un secondo tempo. E non è un fatto realmente accaduto.” Quando era già stato scritto L’uomo di casa un giorno in Baviera esce una notizia simile alla storia di De Marco: “A volte la realtà è peggio della finzione.” Il nucleo centrale del romanzo l’aveva delineato già dall’inizio: “Il finale era stato ben chiaro sin dall’inizio, poi il resto può venire in corsa, ma l’effetto sorpresa finale mi è stato ben chiaro da sempre. Nel mezzo del lavoro poi si aggiungono e cambiano personaggi ecc.” Secondo De Marco in Italia ci sono ancora spazi per affermarsi nel genere thriller: “Assolutamente il thriller in Italia non ha ancora una precisa destinazione, dal noir tanti si stanno spostando al genere. Quindi può essere un terreno da esplorare e in cui creare una direzione“.

 

 

 

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