L’arte di essere fragili

Creato da federica il 04/12/2016

 

 

 

Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato? In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D’Avenia porta a magnifico compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell’adolescenza – l’età della speranza e dell’intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza – passiamo attraverso le prove della maturità – il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà –, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l’arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.

La poesia ci costringe ad abbassare la luce artificiale e torniamo a vedere il mondo mutilato e fragile

Un D’Avenia inedito, che si allontana da classico romanzo di formazione per passare invece ad un saggio che, a differenza di altri titoli del genere, è molto accessibile dai lettori e divulgativo. Lo scrittore analizza dei passi bellissimi di Leopardi per far arrivare il poeta laddove forse la scuola non è riuscita ad arrivare. Può un poeta, uno scrittore, non essere capito in età della scuola dell’obbligo ed essere scoperto da adulti? La risposta è sì, e sta proprio in questo libro. La conoscenza di D’Avenia del poeta è sconfinata, digerita col tempo, analizzata con grande attenzione. E tutto questo lavoro lo porta a presentarlo sotto una luce contemporanea: Leopardi era un ragazzo non ascoltato, non capito e che ha combattuto contro la sua sensibilità e fragilità. Capirne l’essenza, fra le sue righe, significa capire se stessi. Ed è proprio qui, la forza di questo nuovo libro: la lettura ti costringe ad una riflessione. D’Avenia restituisce dignità all’adolescenza, periodo enigmatico per gli adulti senza sforzo di comprensione, definendo i giovani lottatori temprati seppur fragili, invitandoli al rapimento (desiderio?) e a viverlo , unica via per la speranza.  L’adolescenza è un periodo di domande: cerchiamo noi adulti di offrire delle risposte, senza denigrarli e indirizzandoli verso il coraggio di vivere. E il tempo della maturità?  E’ il tempo del silenzio, del morire e della rinascita. C’è una frase che riassume bene l’adultità secondo la riflessione di D’Avenia, che sposo appieno e a cui non c’è da aggiungere altro:

Solo uno è il metodo della faticosa ed entusiasmante arte

di dare compimento a se stessi e alle cose fragili, per salvarle dalla morte: l’amore.

Questo è il segreto per rinascere.

Questa è l’arte di essere fragili. 

Alessandro D’Avenia, trentanove anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore. Dal suo romanzo d’esordio, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori 2010), è stato tratto nel 2013 l’omonimo film. Sempre per Mondadori ha pubblicato Cose che nessuno sa (2011). Con Ciò che inferno non è (2014) ha vinto il premio speciale del presidente al premio Mondello 2015. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. Da questo libro l’autore ha tratto un racconto teatrale che porterà in giro per l’Italia.

Condividi

    *