Un giro per Bellano con Andrea Vitali

Creato da federica il 15/04/2014

Il Cotonificio Cantoni, Piazza San Giorgio, Chiesa di Santa Marta, Via Manzoni, il Circolo dei lavoratori: per le vie della Bellano di oggi con una guida d’eccezione, lo scrittore Andrea Vitali che racconta i luoghi dei suoi romanzi e tante altre curiosità. Un viaggio tra le pagine dei suoi romanzi.

 

 

Partiamo da Milano Centrale con il treno, macchina fotografica al collo e un sole che si fa desiderare. Siamo diretti a Bellano, sul lago di Como, per incontrare Andrea Vitali, scrittore italiano molto apprezzato. Ci aspetta sui binari della stazione del paese. E’ un po’ come ce lo immaginavamo: schivo, con un’ironia intelligente, amante della cultura in generale e soprattutto affezionatissimo al suo paese. Attraversiamo le vie e appena qualcuno ci incontra lo saluta. Alcuni addirittura lo fermano per chiedergli consigli visto che è stato per tanti anni anche medico. “Sono nato e cresciuto a Bellano e ho ancora casa qui, con la mia famiglia. Negli anni ho instaurato rapporti veri. Ci fermiamo per strada, parliamo o semplicemente ci salutiamo. Ma tante volte ci aiutiamo in situazioni di difficoltà. Ho visto nascere bambini che ora stanno entrando nell’età adulta, e vedo il tempo scorrere con la loro crescita. Solo in paesi così può accadere questo”. Ci presenta il paese e i luoghi che lo hanno ispirato e che poi ha inserito nei suoi romanzi. Arriviamo all’ex Cotonificio Cantoni: “In passato la popolazione viveva sul cotonificio. Non c’era ancora il turismo, l’altra sponda del fiume ci arrivò prima. Negli anni settanta eravamo in 5000 abitanti qui a Bellano, ora siamo solo 3000. Il Cotonificio dava lavoravo a tantissima gente e creava traffico e movimento. Ora manca lavoro e la gente preferisce trasferirsi”. Di fronte c’è la scuola elementare frequentata anche da Vitali: “Da piccolini aspettavamo tanto la gita scolastica, perché pensavamo di fare dei  viaggi. Io andavo qui di fronte, alle scuole elementari del paese. Pensavamo ci portassero chissà dove e invece ci portarono qui al Cotonificio e all’Orrido, dietro l’angolo. Una delusione”.

Per le vie di Bellano

 

Mentre camminiamo verso il Parco delle Rimembranze ci svela che scrive la prima bozza dei suoi romanzi a mano: “Lo faccio perché per me è più semplice. Spesso sono in giro, traggo ispirazione da luoghi e persone. E’ più facile prendere carta e penna e metter giù le proprie idee. Piuttosto che portarsi dietro il computer e le tecnologie moderne”. Il cuore di Bellano è in Piazza San Giorgio dove si trova la chiesa parrocchiale. Davanti all’abitazione del curato spiega: “Un giorno ho assistito a una scenetta che mi ha molto ispirato per i miei romanzi. Ho visto un poveretto che suonava con affanno il campanello della casa del parroco. Esce la perpetua che chiede con voce seccata cosa volesse. Lui dice se c’era il sacerdote e lei risponde di noi. Intanto da dietro l’angolo sbuca il sacerdote e lo vediamo bene tutti. Il poveretto incalza di nuovo se è possibile vedere il parroco e lei dice che non c’è. Lui glielo indica e lei risponde che deve dire solo che lui non c’è. Il poveretto si stacca dal campanello e se ne va sconsolato”. Sentendo le sue parole sembra di essere in uno dei suoi romanzi, con parole suggestive e personaggi molto ben caratterizzati. Alla Chiesa di Santa Marta trapela che qui ha trovato l’ispirazione per il “Galeotto fu il collier”: “ A metà del secolo scorso vennero fatti qui alcuni lavori e furono trovate delle monete d’oro di cui fu fatta una ricerca. Quando lo seppi mi documentai sull’accaduto. Ma nessuno ad ora sa dove siano finite quelle monete”.

 

Il Circolo dei Lavoratori

 

Entriamo in via Manzoni e Vitali ci fa un giochino: “Chi sa dirmi come può chiamarsi la via più lunga del paese?” Un attimo di silenzio. E ci aiuta: “Siamo sul lago di Como…”. Ci arriviamo, Via Manzoni. La imbocchiamo ed è una stradina stretta con tanti piccoli negozietti, tra portici, androni e cortiletti, caratterizzati da giochi di luci e ombre. Facciamo un salto al Circolo dei lavoratori e intanto gli chiediamo se hai mai pensato di scrivere una storia negli anni contemporanei: “La fantasia si nutre di immagini ed è per questo che ambiento le mie storie nel passato”.Strada facendo riconosciamo la Cartolibreria Pozzi che espone orgogliosa i suoi ultimi romanzi. Siamo diretti alla casa della signorina Tecla Manzi. Entriamo nel cortile interno del palazzo e ci fa notare dei dipinti. “Al fratello della Tecla Manzi piaceva dipingere, come potete vedere. Prima che lei fosse portata al ricovero la andai a trovare e lungo tutta una parete aveva fatto un dipinto inquietante da morire. Mi ricordo che uscii di casa sua facendo gesti scaramantici”.

Vediamo la sede del Partito Comunista Mentre camminiamo verso l’ultima tappa del giro, il Santuario di Madonna di Lezzeno, gli chiediamo quale sia il posto di Bellano da dove ha tratto maggiore ispirazione. “La riva del lago, ho sempre avuto un passione per il paesaggio e il suo panorama. La prima casa dove abbiamo abitato con la mia famiglia e mie fratelli era un po’ fuori paese costeggiava il lago. Quando avevo finito di studiare io prendevo un libro, utilizzavo la nostra scaletta e mi mettevo lì in riva al lago a godermi la pace leggendo.”  Arriviamo al Santuario della Madonna di Lezzeno: “E’ il posto più importante di Bellano. Ora è chiuso e non posso mostrarvela all’interno, ma vi devo pur lasciare un motivo per tornare a Bellano, giusto?” Ora direzione lungolago. Racconta che sta organizzando un Festival della poesia per una casa di accoglienza per persone con disturbi mentali. “Ho sempre coltivato la passione per la poesia. A militare il mio comandante mi classificò come come ‘immaturo’ perché leggevo le ‘Favole di Yates’. Lui non sapeva che si trattava di un Premio Nobel, si fermò solo al titolo in cui c’era ‘favole’”. La vista sul lago è bella quanto lui l’ha descritta. Ci porta subito alla panchina dove lui solitamente si siede e dove lavora. Di fronte ci fa notare un’effige in suo onore che commenta con ironia. Chiudiamo il nostro giro con un aperitivo al Cavallo Bianco, una chiacchierata mentre sorseggiamo il cocktail “Quattro sberle benedette”, che prende il nome dal prossimo romanzo di Vitali, che uscirà nelle librerie il prossimo 28 Aprile. Il romanzo è stato tratto dal racconto Addio bocce. Grazie a Garzanti e’ possibile scaricarlo gratuitamente e leggerlo qui: http://www.andreavitali.info/download/Vitali-Addiobocce.pdf

 

Il Lungolago

 

 

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